• Maria Grazia Tiberii

Brodetto alla Vastese






Il litorale adriatico che si estende, per circa trenta chilometri, tra Francavilla e San Salvo è noto come “Costa dei #trabocchi”. Grossolane piattaforme composte da tavole sconnesse, issate su palafitte ancorate al fondo del mare da primitivi pilastri o abbarbicate sugli scogli che dalla riva si inoltrano in mare. Dalla piattaforma si staccano delle antenne che sostengono le reti, attraverso un complicato sistema di carrucole e funi; reti che vengono calate in mare e, di tanto in tanto, rialzate sul pelo dell’acqua per consentire di raccogliere i pesci rimasti impigliati nelle fitte maglie. Pesce azzurro per la maggior parte.

Sembra che la costruzione dei Trabocchi risalga all’ VIIIsecolo d.C., quando alcuni contadini-pastori stanziati a ridosso della costa iniziarono a sfruttare la pesca per integrare i raccolti. Allora iniziarono a costruire delle palafitte sugli scogli, che affioravano fino a svariate decine di metri dalla costa.




Con i trascorrere del tempo le popolazioni hanno scoperto il fascino del mare, ed hanno iniziato ad uscire a largo con le imbarcazioni. Le “Paranze” cariche accostavano alla riva a vendere il pescato. Ogni giorno rimaneva qualche pesce, un poco acciaccato per essere rimasto malamente impigliato nelle reti. Finita la giornata lavorativa i pescatori cucinavano la rimanenza direttamente a bordo. Un piatto povero chiamato: "Lu #vrudatte", preparato in un tegame di terracotta basso e largo: "La #tijelle". In origine il pesce era preparato con la sola aggiunta di pochissimo pomodoro; ne risultava una zuppa in bianco. Con il trascorrere del tempo la pietanza si è via via arricchita di altro pomodoro, accompagnato dai peperoni dolci e piccanti coltivati nell’entroterra.

Oggi le spiagge dei Trabocchi sono affollate di turisti, e le paranze sono quasi una leggenda. Ma le piattaforme sospese tra cielo e mare sono state riscoperte, restaurate e, a volte, trasformate in deliziosi ristorantini nei quali si può gustare il delizioso “Brodetto alla vastese”

Cosa serve: (ricetta per 4 persone) La pietanza contiene circa 385 calorie a porzione.





1 Kg. Di pesce (peso del pesce pulito), Assortito in almeno 6 varietà scelte tra: cicale, calamaro o seppiolina,triglia, razza, gallinella, scorfano, cefalotto, sogliola, panocchia.

300 gr di cozze e vongole,

Una tazzina di olio extravergine di oliva,

500 gr. di pomodori freschi,

2 spicchi di aglio,

1 peperone rosso dolce,

Prezzemolo,

Basilico,

Sale,

1 peperoncino rosso piccante.



Come si fa:

Pulisci il pesce e lavalo in acqua corrente. Taglia il peperone rosso a listelle, affetta l’aglio, trita il prezzemolo e versali nella “Tielle”, assieme all’olio ed il basilico. Aggiungi un grande bicchiere di acqua ed una manciata di sale.

Mentre il composto cuoce taglia i pomodori a pezzetti, e, una volta raggiunta l’ebollizione aggiungili al peperone ed alle erbe aromatiche in cottura.

Subito dopo aggiungi i pesci, una qualità alla volta, ad iniziare dal più resistente (panocchia, gallinella, calamaro) fino al più delicato (merluzzo, cefalotto, sogliola, triglia). Lascia trascorrere tra i primi ed i secondi una decina di minuti per fare in modo che i pesci giungano a cottura contemporaneamente.





La cottura va effettuata a pentola coperta per circa 15 minuti dopo l’aggiunta degli ultimi pesci, senza mescolare. Se occorre puoi scuotere delicatamente la “Tielle”, afferrandola per i manici. Una volta spenta la fiamma non ti resta che aggiungere il peperoncino rosso spezzettato e servire caldissimo, con aggiunta di crostini di pane.


Chiudi gli occhi e immagina la brezza che dal mare si insinua tra le travi sconnesse di un trabocco ...


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