• Maria Grazia Tiberii

Era il 10 febbraio 1841 ... Nasce l'uomo che cambierà la storia di Pompei.


Santuario Beata Vegine del Rosario di Pompei.

Nel 1841 nascere in una famiglia agiata segnava la differenza tra una vita di stenti e un brillante avvenire. Nel 1841 a Latiano, piccolo centro in provincia di Brindisi, il 10 febbraio vide la luce Bartolo Longo.


Figlio di un medico ebbe l'opportunità di bilanciare il suo fisico minuto coltivando la sua mente brillante. Nel corso degli studi i giurisprudenza alla Regia Università di Napoli si appassionò alle idee massoniche e anticattoliche, condizionato dal libro del 1863 “La vita di Gesù” scritto dal positivista Joseph Ernest Renan. L’autore voleva cancellare il soprannaturale banalizzando i miracoli, per ridurre il Salvatore a semplice uomo.

Bartolo lasciò la chiesa per aderire a un movimento spiritista di tipo satanico. Aveva 23 anni quando nel corso di una seduta spiritica chiese a una "Materializzazione": “Gesù Cristo è Dio?”. Lo spirito confermò.

Successive sedute non riuscirono a cancellare il dubbio instillato, un tormento interiore che, unito ai prolungati digiuni richiesti dalla nuova fede minarono la sua salute fisica e mentale. Era in uno stato di profonda crisi quando incontrò il Professor Vincenzo Pepe, concittadino molto devoto che gli suggerì di farsi confessare da un teologo esperto nello scoprire le insidie del diavolo: il domenicano padre Roberto Radente.

Dopo un mese di colloqui giornalieri con il religioso Bartolo abbracciò nuovamente la fede cristiana e provò ad evangelizare gli ambienti satanisti, ma i suoi vecchi amici lo derisero. Nel 1864, dopo la laurea, tornò a Latiano dove, grazie alle rendite ricevute dalla famiglia, si dedicò ad opere assistenziali. Fece voto di castità.

Durante un viaggio a Napoli conobbe la contessa Marianna Farnarano, vedova a soli 27 anni e con 5 figli in tenera età la nobil donna cercava una persona che potesse amministrare i beni del marito e un precettore. Bartolo Longo era la persona ideale. Tra loro si instaurò un rapporto di complicità e presto i due divennero inseparabili compagni nelle opere di carità.

Purtroppo le masse vedono ovunque il male; quando le maldicenze giunsero a Papa Leone XIII Marianna e Bartolo decisero di sposarsi pur retando nel privato unicamente amici.


Nel 1872 Bartolo, per regolare i rapporti con gli affittuari della contessa, iniziò a recarsi spesso nella valle di Pompei. Non vi era che uno squallido insediamento dove un migliaio di persone sopravviveva a stento. Vagando per le campagne desolate un giorno Bartolo entrò in una chiesetta pericolante e piena di ragnatele; si narra di una voce che gli sussurrò: “Se propaghi il Rosario sarai salvato”. Alle parole seguì il suono fievole di una campana che suonava l'Angelus.

Quel giorno nacque l'idea della “Pia società” intitolata al Santo Rosario, un'opera da realizzare in quella valle abbandonata.

Per iniziare occorreva un'icona, un simbolo che i fedeli potessero venerare. Bartolo dopo varie ricerche nel 1875 ricevette in dono una tela raffigurante la Madonna del Rosario. Si trattava di un’opera corrosa dalle tarme e dal tempo dove, in antitesi con la tradizione domenicana, Maria porgeva la corona a Santa Rosa, non a Santa Caterina.

Malgrado i numerosi pareri contrari, il 13 febbraio 2876 il quadro fu restaurato ed esposto durante la recita del Rosario. Quel giorno la dodicenne Clorinda, nipote della contessa De Fusco, guarì completamente da una grave forma di epilessia giudicata inguaribile dal celebre dottor Cardarelli. Non fu che il primo di una lunga serie di miracoli.

Il crescente fervore spronò il vescovo ad iniziare la costruzione di un nuovo santuario, l'architetto Antonio da Cua offrì gratuitamente il suo lavoro. Fu eseguito un ulteriore restauro della tela della Madonna e, l'8 maggio 1887, inaugurato un nuovo altare. Nello stesso giorno nacque la prima opera sociale di Pompei, l’Orfanotrofio Femminile interamente finanziato dai coniugi Longo.

Il 6 maggio 1891 durante l'inaugurazione della nuova chiesa Bartolo Longo chiese aiuto ai devoti di tutto il mondo per fondare un'Opera che aiutasse i figli dei carcerati, un progetto realizzato nonostante la cultura dell'epoca non riconoscesse la possibilità di educare il figlio di un delinquente. I fatti avrebbero dimostrato il contrario.


Il 5 maggio 1901 fu inaugurata la facciata del santuario della Beata Vegine del Rosario di Pompei, dedicata alla pace universale. Le offerte per la realizzazione erano pervenute dal mondo intero.

Papa Pio X approvò la Pia Unione Universale per la recita del Rosario in comune e nelle famiglie, proposta da Bartolo, e volle essere il primo iscritto.

Era iniziato un nuovo secolo e Pompei non era più uno squallido insediamento dove un migliaio di persone sopravvivevano a stento. Bartolo Longo aveva intuito la vocazione turistica di quella terra che ora, oltre al crescente interesse per gli scavi della città antica, poteva contare sul fervore religioso di migliaia di pellegrini. Un'intuizione che lo aveva spinto a favorire il sorgere di luoghi di ristoro e accoglienza, farmacie, nuve strade, la stazione ferroviaria e l'ufficio postale.


Il 9 febbraio del 1924 la contessa Farnarano mori. Gli eredi fecero sequestrare e inventariare il patrimonio; Bartolo dopo un breve soggiorno a Napoli tornò a Latiano e vi restò fino all'aprile del 1925. Quando rivide Pompei non possedeva più nulla ma era adorato dai cittadini; voleva terminare la vita nella città che aveva contribuito a creare. Si spense il 5 ottobre del 1926, talmente povero da possedere solo il letto.

Subito dopo la sua morte ebbe inizio il processo di beatificazione, terminato il 26 ottobre 1980 da Giovanni Paolo II.


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