• Maria Grazia Tiberii

Golosi di tutto il mondo preparatevi ... Il cioccolato potrebbe fare la stessa fine dei dinosauri!






Golosi di tutto il mondo preparatevi! Il #cioccolato potrebbe fare la stessa fine dei dinosauri.





Un team di esperti ha rilevato che i cambiamenti climatici ostacolano la crescita delle piante di cacao e ipotizzano che il 2050 potrebbe essere l’anno dell’ultimo raccolto. Ovviamente i ricercatori hanno iniziato a lavorare per prevenire la catastrofe, usufruendo di finanziamenti elargiti dalla fiorente industria dolciaria.

La pianta del cacao ha bisogno di particolari condizioni di terreno e umidità per prosperare, le maggiori coltivazioni si trovano in Costa d’Avorio e Ghana che producono oltre il 50% del cacao consumato in tutto il mondo. Ora le piante sono minacciate da temperature più calde clima più secco, si prevede un aumento della temperatura di oltre due gradi entro trenta anni.

Complice lo sfruttamento intensivo e l’aumento costante della domanda nel giro di pochi decenni il cacao ha iniziato a scarseggiare e presto le condizioni metereologi che saranno troppo estreme per favorire la crescita delle piante.


All’Università della California delle piantine verdi in serre refrigerate attendono un brusco cambio di temperatura, sorvegliate da Myeong-Je-Cho, direttore del dipartimento di genomica vegetale. L’obiettivo è renderle in grado di sopravvivere e prosperare nell’essiccatore, con un clima ben più caldo, fortificandole con l’immissione di geni (CRISPR). I golosi di tutto il mondo – e le cioccolaterie – seguono con estrema attenzione le ricerche.

Il team sta creando alcune modifiche nel dna di alcune varietà di cacao con una tecnica già utilizzata per favorire la crescita della manioca. Per la ricerca sul cacao “Mars” ha investito un miliardo di dollari nell’ambito del progetto “Sostenibilità di una generazione” che si prefigge di ridurre l’impronta di carbonio delle sue attività di oltre il 60% entro il 2050.

Se la tecnica di editing genetico dovesse funzionare sulle colture di cacao le materie prime sarebbero salve senza la necessità di delocalizzare, ad altissimi costi, la produzione.

Altri produttori guardano a nuovi territori, soprattutto per produzioni più ridotte e di maggior qualità. Le industrie cioccolatiere italiane preferiscono varietà “criollo” (la più pregiata) e “Trinitario” che crescono in Sud America spesso in micropiantaggioni di proprietà di famiglie di contadini. Hanno una filiera controllata e certificata.


Da un lato la tecnologia e dall’altro l’attenzione a piccole realtà locali forse finiranno per salvare una delle delizie del genere umano.

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