• Maria Grazia Tiberii

Il Biancospino

Aggiornato il: mag 8


#Overthemyworld🌏 Il simbolismo religioso si perde nella notte dei tempi, quando la sua fioritura era legata alla dea della primavera e della fertilità. E a reminiscenza di epoche remote in Grecia con i rami di biancospinovenivano addobbate le are delle cerimonie nuziali.


A lungo usata per proteggere e delimitare le proprietà, grazie alle sue lunghe spine pungenti, la romantica pianta è avvolta nel mistero delle leggende cha la circondano.

Qualche secolo dopo furono scritti i vangeli; forse fu una sapiente mossa politica raccontare che la pianta era spuntata per la prima volta da un bastone piantato a terra da Giuseppe di Arimatea.

La magia del piccolo fiore era nota in tutto il mondo conosciuto; una leggenda molto popolare in Francia dichiara che lespine della corona di Cristo erano quelle del biancospino. Nei borghi ancora si narra che il Venerdì Santo la pianta emette gemiti dal tronco.

Dal passato più remoto è giunto fino a noi il Calendario usato dai Celti dal quale abbiamo appreso che il 13 maggio era la festa del candido fiore che possiede lo straordinario potere di annullare ogni negatività.

Quasi sicuramente il simbolismo sviluppatosi attorno alla pianta è stato alimentato dal caratteristico odore amaro dei suoi fiori, un odore che deriva da un componente chimico che lo accomuna alla materia organica in decomposizione. Una beffa dovuta al fatto che gli insetti che visitano i bellissimi fiori per l’impollinazione sono gli stessi che trovano nutrimento nei residui marcescenti. Ma, come spesso accade, non bisogna soffermarsi alla prima impressione. Questi piccoli fiori bianchi protetti da terribili spine non hanno la fragranza delle rose ma sono un toccasana per la nostra salute.

I latini chiamavano la pianta “Crategone”, lo stesso nome con il quale indicavano il cuore; un cratere del corpo umano dal quale fuoriesce il sangue che circola donando vita ed energia all’intero organismo. Di recente alcuni studi clinici effettuati su pazienti affetti da scompenso cardiaco moderato e/o ipertensione arteriosa hanno dimostrato che l’estratto di biancospino può ridurre la frequenza cardiaca, il gonfiore alle caviglie e la pressione arteriosa.

Si è evidenziata anche un’azione di potenziamento sulla forza contrattile del cuore e una notevole riduzione dei sintomi che affliggono i pazienti afflitti da patologie legate al preziosissimo organo, senza alcun effetto collaterale. I benefici sono dovuti ai flavonoidi che provocano una dilatazione dei vasi sanguigni addominali, soprattutto quelli coronarici che portano il sangue al cuore. La dilatazione aiuta a diminuire la pressione arteriosa e apporta un valido aiuto in caso di angina pectoris, nelle nevrosi cardiache, negli stati di ansia e nella pressione arteriosa di origine nervosa.

Il biancospino esercita una discreta azione sedativa a livello centrale, nei pazienti molto nervosi riduce l'emotività, lo stato di tensione e migliora il sonno. L'effetto oltre che dai flavonoidi sembra favorito dai tannini presenti nella pianta; sostanze le cui capacità sedative e di potenziamento del sonno indotto dai barbiturici, svolgono un’azione non ancora chiarita dalla scienza.

Particolarmente interessante è la capacità della pianta di intrappolare i radicali liberie, di conseguenza ridurre l'accumulo di colesterolo nella parete dei vasi sanguigni.Per concludere occorre citare i suoi effetti diuretici, antidiarroici e il sollievo che dona in caso di crampi muscolari.

Puoi acquistare il biancospino in farmacia sotto forma di estratto secco, ma assumilo seguendo rigorosamente le prescrizioni del medico naturopata.

Le erboristerie dispongono di preparati per infusi e tisane, ma se preferisci rifornire da sola la tua scorta di “Erbe”, raccogli i fiori e le foglie ad aprile – prima della massima fioritura – e lascia essiccare all’ombra.


Per un delizioso infuso di fiori immergine tre grammi in cento grammi di acqua bollente e lascia riposare cinque minuti.


Se vuoi che il trattamento sia più incisivo prepara un decotto con le foglie.


Un decotto preparato con frutti e corteccia è invece indicato per gargarismi e sciacqui per via delle proprietà antinfiammatorie sulle mucose della bocca e sulle gengive.


Gli effetti collaterali sono rari ma occorre un uso prudente nei soggetti affetti da brachicardia e ulcera peptica. Ovviamente è da evitare in gravidanza o allattamento.


N.b. Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non costituiscono e non provengono da prescrizione né da consiglio medico.

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