• Maria Grazia Tiberii

Il Tiglio




#Overthemyworld🌏 "Narra Ovidio che Filemone e Bauci - coppia di coniugi tanto poveri quanto generosi - chiesero a Zeus di rimanere uniti anche dopo la morte.
Il re degli dei volle esaudire questo desiderio; fu così che divennero quercia e tiglio, affinché potessero congiungersi con i loro rami."...



Piante maestose, antichi giganti che da secoli accompagnano la storia dei viventi. Da infinite primavere i tigli riempiono l'aria con il profumo inebriante dei loro fiori che, per le straordinarie proprietà, vengono definiti "aspirina vegetale". L' eroe nibelungo Sigfrido aveva ucciso il terribile drago Fafnir per bagnarsi nel suo sangue e divenire immortale. Ma, mentre faceva il macabro bagno, una foglia di tiglio cadde da un albero ed andò a posarsi sulla sua schiena, rendendolo vulnerabile in quel punto del corpo. Fu fatale|


Il tiglio nell’antica Roma era considerato simbolo di fecondità e venerato come nume tutelare delle fattorie.


Il suo nome deriva dal termine greco “Ptilon”, cioè “Ala”, a causa della sua caratteristica brattea posta a protezione delle infiorescenze e che, alla stessa maniera di un’ala, agevola il trasporto a distanza dei frutti.

Sono alberi di notevoli dimensioni, giganti alti fino a trenta metri, con un tronco diritto e slanciato e rami robusti.

Nei loro circa duecentocinquanta anni di vita sviluppano una fitta chioma a forma di cupola. Hanno radici profonde ed estese, tanto che in passato si usava, oltre che po- tarne la chioma, ridurre le radici.

Le foglie, collegate ai rami da un picciolo lungo e peloso, hanno forma di cuore, misurano da quattro a dieci centimetri e terminano con una punta acuminata.

La superficie superiore è verde - scura e pelosa - mentre quella inferiore ha ciuffi di peli bian- chi nella nervatura.

I fiori sono riuniti in infiorescenze pendule portate da un lungo peduncolo, saldato per circa metà della sua lunghezza da una brattea che poi diverge formando una tipica ala. In maggio e giugno avviene la fioritura e dalle piante un dolcissimo, intenso profumo si diffonde nell’aria, ad attirare le api ghiotte dell’abbon- dante nettare.


Non è usuale incontrare il tiglio allo stato spontaneo, anche se può vegetare in boschi di querce e faggi, oppure misto a frassini ed ontani, fino a un’altitudine di mille duecento metri. Preferisce luoghi freschi, ombreggiati e ben drenati; meglio se argillosi e ricchi di sali. E’ una pianta molto sensibile agli inquinamenti cittadini, tuttavia è molto diffuso in viali, parchi e giardini.


Famoso è il tiglio del cimitero di Macugnaga, in provincia di Verbania, che vanta una circonferenza di base di sette metri. Si ritiene sia stato messo a dimora nel tredicesimo secolo.

Anche il comune di Malborghetto, in provincia di Udine, vanta un tiglio famoso: ha quasi trecento anni, raggiunge un’altezza di venticinque metri ed è stato dichiarato monumento vegetale.

Conosciuto ed apprezzato fin da tempi antichissimi per le sue proprietà medicamentose è efficace rimedio naturale per sva- riati malanni.

I principi attivi sono contenuti nei fiori, nelle brattee e nella parte più interna e giovane della corteccia “Alburno” ricca di tannini che stimolano la secrezione biliare.

I fiori hanno proprietà emollienti, sudoripare, decongestionanti, vasodilatatrici, antispasmodiche e sedative.

Per via del successo del loro utilizzo nella cura degli stati influenzali vengono comunemente chiamati “Aspirina vegetale”.

Sono anche un eccellente rimedio contro ansia, nervosismo ed insonnia, inoltre attenuano le palpitazioni di origine nervosa.


Prova a preparare una tisana con i fiori – completi di brattea e seccati all’ombra – raccolti nei mesi di giugno o luglio.

Versane una manciata in un litro di acqua bollente e lascia riposare per dieci minuti.

La bevanda, oltre ad avere un ottimo sapore, favorisce il sonno e seda la tosse. Ne sono consigliati tre bicchieri al giorno.


Per la “beauty farm” casalinga prova a versare l’infuso nell’acqua del bagno, ha un effetto calmante e ristoratore.


Se vuoi minimizzare le borse sottogli occhi imbevi un batuffolino di cotone e massaggia delicatamente.


Puoi mettere una manciata di fiori in un sacchetto da portare sotto le ascelle, contrasta efficacemente i cattivi odori.

passato una giornata sulle spiagge ed ora la pelle è rossa e scottata? Usa l’olio di tiglio. Lo puoi preparare lasciando dieci grammi di fiori di tiglio in infusione in cento millilitri di olio di oliva per una decina di giorni.

Prima di usarlo filtralo attraverso un telo sottile.

Le foglie, secche e polverizzate danno una farina ricca di sostanze azotate che si può mescolare alla farina d’orzo; se ne ricavano cibi poco calorici che risultano ottimi coadiuvanti nel contrastare il colesterolo.


I semi contengono un olio giallo commestibile molto simile a quello di oliva.

Anche la corteccia ed i rami possono contribuire al benessere.

Un decotto di corteccia di giovani rami, raccolti in primavera, ha proprietà astringenti ed è utilizzato come clistere nella cura di diarree ed infezioni itestinali.

Si utilizza anche per gargarismi curativi di stomatiti, faringiti, angine.

L’estratto acquoso dell’alburno dei rami sembra agire sugli spasmi intestinali, biliari ed epatici oltre ad avere un’attività antipertensiva e dilatatrice delle coronarie.

Infine è stata riscontrata un’azione diuretica.

Il carbone vegetale ottenuto dal legno di tiglio viene usato come assorbente antiputrido intestinale.


N.d.a. “Tutte le notizie hanno fine illustrativo e non costituiscono consiglio medico.

9 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

Capperi!

Beautiful Landscape

Storie di viaggio, ricette dal mondo, maglia e cucito, curarsi con le erbe ed altro ancora ...

  • Facebook Social Icon
  • Google+ Social Icon
  • Pinterest Social Icon