• Maria Grazia Tiberii

L'aspirapolvere magico.


Robot aspirapolvere

Una delle cose più frustranti nella frenesia della vita moderna consiste nel tormentoso pensiero che, se non riusciamo a trovare il tempo per pulirla, la nostra casa assomiglierà sempre più ad un magazzino polveroso. Di sera in sera fingiamo di non accorgerci della polvere che inesorabile si deposita sulle superfici dei mobili, e sui pavimenti. Alla fine arrivano i tragici sabato mattina trascorsi a rendere alle stanze una parvenza di pulito. Parvenza effimera! Basta una manciata di ore perché la polvere torni ad impossessarsi del risultato delle nostre fatiche. Ma io un problema l’ho risolto alla grande! Colta da un attacco di disperazione, dopo aver sudato ore per aspirare il pavimento del mio appartamento – senza far troppo caso al tappeto che nonostante gli sforzi diveniva sempre più opaco – mi sono recata dal mio rivenditore di fiducia. Da qualche mese mi capitava di vedere degli spot pubblicitari nei quali, quasi come nella casa dei “Pronipotiun dischetto girava per la casa aspirando la sporcizia. La prima reazione è ovviamente stata di scetticismo:

 “Ecco un nuovo tentativo di spillarci soldi con qualcosa che poi va a finire in cantina”. Ma dopo un ennesimo sabato mattina sprecato a cercare di vincere la battaglia contro la polvere ho deciso che era il momento informarmi meglio. Non è stato troppo difficile per il proprietario del negozio convincermi che valeva la pena di fare l’acquisto, in realtà il mio unico desiderio era affrancarmi dall’incombenza delle pulizie, a qualsiasi costo. Io ed il mio nuovo amico siamo arrivati a casa intorno alle sette di un pomeriggio di primavera. Immediatamente l’ho tolto dagli imballaggi e l’ho messo alla prova. Dalla sua postazione – un piccolissimo spazio fra una cassapanca ed il muro - emettendo un simpatico “bip,bip” il robottino è partito; ho avuto quasi l’impressione che si guardasse attorno per decidere da che parte cominciare! Ha iniziato a girare per la stanza aspirando ogni traccia di sporcizia, dagli angoli per lui inaccessibili toglieva i residui tramite una simpatica antennina rotante! Poi si è arrampicato sul tappeto turco. Sembrava quasi impazzito. Girava e rigirava nello stesso punto, “Ecco la fregatura!” ho pensato. “Ora si è inceppato”. Non era così, aveva scoperto che il tappeto era talmente sudicio che bisognava insistere. Dopo averlo osservato per una buona mezz’ora ho deciso di prepararmi qualcosa da mangiare. Quando sono tornata a controllare l’operato del mio nuovo aiutante l’ho trovato “a cuccia” nella sua postazione. Il pavimento di parquet brillava e … miracolo! Il tappeto aveva riacquistato, dopo anni, i suoi brillanti colori originali. 

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