• Maria Grazia Tiberii

L'Assenzio


#Overthemyworld🌍 L'Assensio maggiore, Artemisia absinthiun, in differenti varietà cresce nelle zone aride di tutta la penisola italiana.

E'digestivo, depurativo e disintossicante del fegato; utile in caso di vertigini e mestruazioni dolorose.


La pianta, impiegata anche per profumare la grappa e cacciare le tarme dagli armadi, deve la sua fama al distillato conosciuto come Féè Verte - Fata Verde - che viene generalmente bevuto con aggiunta di acqua ghiacciata e zucchero.

Già nota agli egizi, che l’avevano consacrata a Iside, l’Artemisia nell’Antico Testamento era considerata simbolo di vita.

Nella Francia dell'Ottocento fu molto in voga il suo distillato, soprattutto negli ambienti artistici.

Numerosi sono i trattati di fine Ottocento sulla preparazione dell'Assenzio, che ha come ingredienti base semi di Anice Verde, Artemisia Absinthium e semi di Finocchio.

Nelle innumerevoli varianti della ricetta, talmente in voga da essere rappresentata in numerosi dipinti, possono essere inserite: issopo, radici di angelica, coriandolo, camomilla, menta, scorza di limone o di arancio, vaniglia ... solo per citarne alcune.

Per attenuare l'elevata gradazione alcolica il distillato veniva solitamente bevuto con aggiunta di acqua ghiacciata in un rapporto variabile da 3/1 a 5/1 e una zolletta di zu

hero.

Furono creati appositamente piccoli calici con una linea di livello per il dosaggio e cucchiai forati da porre sul calice contenente l'assenzio con sopra una zolletta di zucchero. Sopra la zolletta si versava goccia a goccia l'acqua ghiacciata in modo che sciogliesse lo zucchero prima di andare a diluire il liquore.

I componenti dell'Assenzio, non solubili in acqua, emergevano in una luminescenza lattiginosa detta "Louche". La diluizione portava la gradazione alcolica della bevanda a circa 70 gradi e sprigionava il suo bouquet aromatico. I

lternativa potevano essere usati due calici, uno sufficientemente capiente per contenere il secondo nel quale era versata la dose di distillato. Si versava acqua ghiacciata fin quando il contenuto del calice più piccolo tracimava completamente. Il metodo, piuttosto macchinoso, non prese mai del tutto piede.


Nella seconda metà dell'Ottocento la bevanda divenne talmente popolare che comparvero nei bar e nei bistrot le "Fontane", grossi contenitori per acqua, zucchero e ghiaccio dotati di due o più cannelle per consentire agli avventori di diluire le loro bevande.

L'abuso provocò numerosi casi di intossicazione, dovuta alla presenza di un olio essenziale estremamente attivo: il tuione. Il fenomeno divenne così frequente da indurre Émile Zola a descriverlo nelle sue pubblicazioni. Nel 1915 l'assenzio fu proibito dalla Francia e, successivamente, in gran parte del mondo.


Di recente l'Unione Europea ha legalizzato produzione e commercio previo controllo del contenuto di tuione.

Dopo un lungo periodo di oblio l'assenzio fu riscoperto negli anni '90 del Novecento, quando si diffuse la moda di assimilarlo alle droghe. Tra il 1990 e il 1995 nella città di Praga si diffusero vari surrogati della bevanda, conosciuta come "La droga dei poeti maledetti". I baristi presero spunto dagli eroinomani soliti scaldare la dose sul cucchiaio; era nato il rituale "Flambeau".


Dato che i surrogati erano molto più simili all'alcool puro che al tradizionale distillato il metodo, lungi dall'alterarne la pessima qualità, conferiva loro un pizzico di sapore!

Il successo del “Flambeau” fu aiutato dal film del 2001 "Moulin Rouge" di Baz Luhrmann, nel quale il protagonista per essere iniziato alla vita bohèmienne brinda con un assenzio flambeau.


Oggi sono di moda altre bevande e l'assenzio è tornato nell'oblio di un romantico passato; probabilmente pochi conoscono le proprietà benefiche della pianta che ne è il principale ingrediente.

Tra i suoi componenti è presente una sostanza amara, l’absintina, che possiede proprietà toniche e digestive che apportano benefici a milza e cistifellea alleviando i cali energetici, il peso digestivo e gli stati di intossicazione del sangue. Conseguenza di queste proprietà è una miglior resistenza dell'organismo alle infezioni.


L'uso dell'Assenzio per stimolare l'appetito era consigliato già da Avicenna, il principio amaro tonifica le terminazioni nervose presenti in bocca che a loro volta trasmettono l'eccitazione a quelle dello stomaco ottenendo anche un miglioramento della funzione digestiva.



Prepara una tisana con un grammo di erba essiccata in una tazza di acqua.
rendine un volta al giorno per una settimana.

N.B. A queste dosi non si sono riscontrati effetti collaterali degni di nota, ma dosaggi superiori di assenzio possono indurre cefalea, vertigini e vomito. 
L’assenzio è assolutamente da evitare in gravidanza, durante l’allattamento, nei bambini e nei soggetti che soffrono di irritazioni gastrointestinali.

N.b.Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non costituiscono e non provengono daprescrizione né da consiglio medico


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