• Maria Grazia Tiberii

La biodinamica

Aggiornato il: ott 7


Il legame della Luna con le piante è antico; nel XVI secolo Sir Francis Bacon, filosofo inglese, consigliava ai coltivatori: “Prendi alcuni semi o radici e piantane qualcuno subito dopo il novilunio e gli altri della stessa specie proprio al plenilunio. Lasciali cadere allo stesso modo in quanto a terra e luogo, meglio se in vasi. Metti in un luogo protetto da sole e pioggia affinché gli influssi metereologici non influiscano sull’esperimento. Poi osserva quando le piante seminate a luna nuova hanno raggiunto una medesima altezza e come si differenziano da quelle seminate in luna calante”.


Nel 1924 l’austriaco Rudolf Steiner, attento studioso dei trattati di storia naturale di Goethe, tenne otto lezioni sulla salute della terra e il mantenimento della fertilità per migliorare la qualità degli alimenti. Le lezioni furono organizzate da un gruppo di agricoltori preoccupati dalla degenerazione che accompagna le moderne tecniche di coltivazione e in particolare il crescente consumo di concime chimico. Purtroppo le lezioni non hanno avuto influenza sul futuro delle coltivazioni! Steiner fu il fondatore della “Antroposofia”, una concezione nuova dell’uomo e del mondo in armonia tra loro. Dalle lezioni nacque la “Biodinamica”, metodo di coltivazione che si prefigge di aiutare la natura a ottenere una terra sempre più fertile della quale possano beneficiare le generazioni future. Piante più sane e più resistenti, alimenti vivi che diano all’uomo nutrimento e salute. Non è andata proprio così! La biodinamica guarda alla terra come a una parte dell’universo non disgiunta dalle leggi delle influenze cosmiche.

Come il Sole è necessario alla vita lo è anche la Luna; la luminescente palla bianca che governa i liquidi, dalle maree al ciclo mestruale. E anche gli altri pianeti hanno la straordinaria capacità di influenzare la vita sulla Terra.

Le fasi lunari si ripetono circa ogni diciannove anni in un ciclo detto “Aureo”, dal quale i cattolici risalgono alla data della Pasqua che viene celebrata la prima domenica successiva al primo plenilunio che segue l’equinozio di primavera (21 marzo).

Sono stati impiegati cinque anni per stabilire la contemporaneità tra i fenomeni vegetali e i ritmi della luna siderale al momento della semina. La luna siderale è la rivoluzione che essa compie intorno alla Terra in: 27 giorni - 12 ore - 43 minuti, determinando la luna ascendente e quella discendente. Durante il percorso il nostro satellite passa davanti alle dodici stelle dello zodiaco mediando le forze che da esse confluiscono e giungono direttamente sul terreno e dal terreno alle piante. Si approntarono 12 semine, una per ogni impulso, e per ogni semina un raccolto eseguito sotto lo stesso impulso che aveva assistito alla semina della pianta. Successivamente ogni seme fu raccolto e seminato sotto tutti gli altri impulsi. Alla fine si ottennero 144 varianti di semi. In seguito fu scoperto che le 12 regioni cosmiche si raggruppano secondo 4 impulsi di crescita: crescita delle radici, sviluppo delle foglie, formazione dei fiori, maturazione di frutti e semi. Fu chiaro che i giorni di frutta mostravano una tendenza al calore e nei giorni di foglie si verificavano intense precipitazioni. Nei giorni di radici era freddo e gelo notturno mentre nei giorni di fiori si aveva un cielo sereno e un sole brillante. Quindi gli impulsi dello zodiaco mediati dalla Luna interagivano con gli elementi: terra, aria, acqua, calore. Non bisogna mai dimenticare che ogni influenza planetaria produce i suoi effetti solo se il terreno è trattato biologicamente.

Di recente uno studio dell’Università di Chicago pubblicato su Nature Geoscienze ha rilevato che la maggior parte dei materiali che costituiscono il nostro satellite potrebbe essere di origine terrestre, strappati alla Terra ancora “bambina”. Sono state messe a confronto le diverse forme assunte dagli atomi di titanio su Terra e Luna ed è risultato che i due corpi celesti sono quasi gemelli.

Questo spiegherebbe la straordinaria interconnessione!

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