• Maria Grazia Tiberii

La Genziana


Raccontano le historie che Gentius, che regnò sull’Illiria nel II secolo a.C., scoprì un bellissimo fiore dalla cui radice si potevano ricavare effetti benefici; da quel giorno la pianta fu chiamata Genziana. La Genziana fu molto popolare nell’Urbe, i romani la usavano per curare i disturbi intestinali e i vermi e Plinio il vecchio, nel suo trattato di storia naturale, la considerò un buon antidoto al veleno dei serpenti. Nel ‘Trecento veniva impiegata  per purificare il fegato e nel ‘Cinquecento fu largamente usata per fronteggiare la peste; successivamente in Germania fu raccomandato di masticarne dei pezzi per rafforzar il sistema digerente e in breve fu ingrediente principe nella preparazione di amari e digestivi. Anche oggi la bellissima pianta viene utilizzata in medicina naturale, e in cucina come ingrediente base in antipasti e amari.

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Forse, proprio come Re Gentius, coloro che hanno potuto ammirare la bellezza dei fiori - che in primavera si ammantano di splendenti tonalità che variano dal giallo al violetto e al blu intenso - hanno intuito al primo sguardo le virtù della Genziana. E forse proprio quella bellezza ha fatto rischiare alla meravigliosa pianta l’estinzione, una fine scongiurata solo da quando la Genziana è stata annoverata tra le piante protette. Grazie al divieto assoluto di raccolta oggi permette all’umanità di godere, passeggiando tra i monti nelle giornate estive,  della bellezza della sua fioritura.

I nostri nonni raccoglievano le radici della Genziana che, una volta lavate, venivano lasciate asciugare in un sacchetto di tela per utilizzarle quando fossero seccate. Le sostanze amare in esse contenute stimolano la digestione, arrecano beneficio in caso di stati influenzali e stanchezza fisica e mentale dovuta a convalescenza o anemia. Se avete mal di denti provate a succhiare la radice; è un ottimo calmante!

Le tisane e gli infusi sono consigliati per eliminare i vermi intestinali e per aiutare il fegato e la cistifellea in quanto stimolano la secrezione della bile e lo svuotamento del duodeno . A causa della sua azione che stimola la secrezione delle ghiandole digestive aiuta nella lotta contro l’anoressia.

Puoi preparare una tisana aggiungendo due cucchiai rasi di genziana finemente spezzettata in mezzo litro di acqua in ebollizione. Copri la pentola e lascia bollire per cinque minuti poi spegni la fiamma, fai riposare altri cinque minuti. La bevanda ha un sapore molto amaro, se vuoi dolcifica con del miele. Ovviamente allevia la gastrite cronica e, cosa niente affatto trascurabile, la flautolenza!

Di certo non infrango il divieto di raccolta, ottime radici si trovano in vendita nelle erboristerie.

Cosa che probabilmente ai nostri antichi avi era ben nota è il sollievo apportato dall’infuso di radici di genziana alle lesioni da impatto degli organi interni, sollievo dovuto al fatto che le sostanze in esse contenute aiutano a diffondere il sangue ristagnante.

Di recente è stato scoperto – o riscoperto – che la radice di genziana cotta rafforza il sistema immunitario contro le infezioni causando un aumento di leucociti. Quale aiuto migliore per la prevenzione di raffreddore e influenza?

N.b. Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non costituiscono e non provengono da prescrizione né da consiglio medico.


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