• Maria Grazia Tiberii

La menta


La Menta nella storia

Da sempre i figli di Donau hanno tratto dalla terra quanto era necessario per vivere. Presto hanno scoperto che le erbe non erano utili solo per nutrirsi, ma potevano alleviare i sintomi dei più svariati malanni. Questa antica sapienza, spesso tramandata di generazione in generazione per via orale, è giunta fino a noi.

Tra le essenze un posto di primo piano va riconosciuto alla Menta, che alle varie proprietà curative unisce un intenso aroma capace, attraverso le cellule olfattive, di arrivare direttamente al cervello contribuendo a migliorare l'umore.



Nell’oscuro regno dell’Ade, tra le gelide acque del fiume Cocito - infernale affluente dell’Acheronte, alimentato dalle lacrime dei dannati - un giorno nacque la ninfa Myntha. La sua bellezza era talmente strabiliante che Ade la volle come concubina. Ma il signore dell’oltretomba non aveva fatto i conti con la sua legittima consorte: Persefone. La regina degli inferi, colta da un tremendo attacco di gelosia ed infuriata dalle minacce - sottilmente allusive alle proprie arti erotiche - proferite dalla splendida ninfa, un giorno la fece a pezzi. Ade, memore dei bei momenti trascorsi consentì a Myntha di trasformarsi in erba profumata. Persefone fece di tutto per impedirlo, invano. Alla fine chiese aiuto a Demetra, ma l’unica cosa che ottenne fu condannare la rivale alla sterilità, impedendole di produrre frutti.

Fin dagli albori della storia gli uomini hanno apprezzato le sue qualità. Forse il merito è del colore verde brillante delle sue foglie, oppure è a causa dell’aroma inebriante che esse sprigionano. Forse non sapremo mai il vero motivo per il quale la menta ha riscosso successo tra gli uomini.

Quello che possiamo affermare con certezza è che  già nell’antico Egitto era molto apprezzata. I sacerdoti ne traevano pozioni ed unguenti dalle miracolose proprietà curative. Il papiro di Ebers, famoso testo di medicina, l’annovera tra le erbe più preziose. Costituiva l’ingrediente principale del kifi un unguento che si credeva donasse longevità e lucidità mentale.

Era un’erba già nota anche nell’antica medicina cinese. In Grecia divenne indispensabile per i riti funebri; unita al mirto e al rosmarino contribuiva ad attenuare l’odore della decomposizione.

L’estrema importanza tributata alla pianta nel culto dell’oltretomba si riscontra anche nella cerimonia di iniziazione ai misteri eleusini, nella quale veniva offerta agli iniziati una vita nell’aldilà. Durante la cerimonia ai partecipanti veniva servito il kukeòn, un preparato a base di orzo aromatizzato con menta. A fini curativi veniva macerata in olio di oliva ed esposta al sole per un mese. Se ne ricavava una panacea per le infiammazioni cutanee ed il prurito.  Ippocrate ed Aristotele consideravano la menta un afrodisiaco. Non erano gli unici a ritenerlo!

Da sempre in Arabia il dono di un rametto di menta è interpretato come messaggio di amore e passione. Del resto quasi ovunque era considerata mezzo efficace per risvegliare i principi vitali. In tutte le civiltà antiche veniva utilizzata per le sue proprietà diuretiche, come digestivo, nella cura di tossi e raffreddori. Anche Galeno la considerava una pianta medicinale.


E' diffusa in gran parte del mondo, in più di seicento varietà. Le piante, che si ergono su steli eretti, si incontrano frequentemente allo stato spontaneo in tutta l’Europa, Asia e Africa, sia nella valli assolate che negli anfratti ombrosi. Persino dove le temperature scendono a livelli piuttosto bassi. L’intenso aroma della menta - pianta erbacea perenne - si sprigiona dalle sue foglie, quasi sempre ricoperte da una leggera peluria verde brillante. In piena estate sulla sommità dello stelo piccoli fiori di colore bianco, rosa o viola si raccolgono in piccole spighe; la fioritura prosegue fino all’autunno.

La menta non può mancare nel piccolo orto domestico allestito sul balcone o sui davanzali delle finestre.  Se è possibile è meglio porla in una zona poco ombrosa e umida, ma prospererà in qualsiasi condizione. Vengono utilizzate le foglie e le sommità fiorite che possono essere raccolte dalla primavera all'autunno. E' possibile essiccare in un luogo fresco e arieggiato poi riporle in sacchetti di cotone. Si riproduce da seme, da talea oppure in- terrando uno dei suoi rametti laterali, in qualsiasi momento dell'anno. E’ importante ricordarsi di coltivare la menta separatamente da altre piante. Si tratta di un vegetale molto invasivo che si espande a scapito delle altre piante.


La menta ha un posto di tutto rispetto in cucina; impiegata con moderazione arricchisce di gusto tutte le carni dal sapore molto deciso. Il suo aroma fresco si accosta egregiamente sia alle verdure estive che alle macedonie e ai dolci. Una volta essiccata viene usata per la preparazione di tisane e per aromatizzare the ed altre bevande.

Fin dal passato più remoto la menta è stata impiegata come rimedio per svariati disturbi. Grazie alle sue proprietà immunostimolanti e toniche sul sistema nervoso, semplicemente aspirando il suo aroma fresco ed intenso – che passa dalle cellule olfattive del naso direttamente al cervello – può contribuire a tenere lontana la tristezza, la depressione e la fame nervosa.

Aiuta la digestione e lenisce i disturbi gastrointestinali; è utile a coloro che soffrono di colon irritabile. Le sue proprietà sedative la rendono un ottimo rimedio per il mal d’auto, il mal di mare ed il mal d’aria; può arrestare il vomito in breve tempo. La menta è un ottimo decongestionante, la sua essenza balsamica fluidifica le secrezioni dell’apparato respiratorio. E’ altresì dotata di proprietà antipruriginose che la rendono un ottimo lenitivo dopo punture di zanzare o altri insetti. Combatte caldo e gonfiori e viene usata anche per regolarizzare il ciclo mestruale e ridurre i dolori.


Naturalmente non bisogna mai dimenticare che qualsiasi sostanza, naturale o chimica, se assunta in dosi massicce cessa di arrecare benefici, anzi, può avere effetti indesiderati anche molto sgradevoli.

Un uso prolungato di menta, ad elevato dosaggio, può causare insonnia. Assumere menta è sconsigliato a chi soffre di esofagite, epatiti e favismo ed alle persone affette da gastriti, ulcere o calcoli biliari.

Con un tocco di vanità non si può non menzionare l’effetto astringente e purificante delle foglie di menta, che le rende ingrediente principe nella preparazione di maschere di bellezza.

Per creare l’atmosfera di una beauty farm casalinga si può aggiungere la menta all'acqua del bagno. E’ piuttosto semplice, basta appendere sotto il rubinetto, mentre la vasca si riempie, un sacchetto di cotone pieno di foglie di menta. Una candela profumata, una musica di sottofondo e ... il gioco è fatto!


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