• Maria Grazia Tiberii

Oggi la Compagnia dei Viaggiatori vi porta a ... Polignano a mare


#Overthemyworld🌏 All'alba della storia dell'umanità un piccolo clan decise di stabilirsi su uno sperone roccioso a strapiombo sul mare Adriatico. Il piccolo clan si trasformò in villaggio e nell'età del bronzo, grazie alla sua posizione e agli approdi naturali, divenne un importante porto.

Si narra che la Polis Nea fu originata da un pezzo della costa greca che, andando alla deriva, si congiunse alla costa pugliese. Dati storici attestano che Dionigi II, tiranno di Siracusa, fondò su un preesistente sito la roccaforte di Neapolis Peuceta, punto strategico per il controllo della navigazione. Oggi conosciuta come "La perla dell'Adriatico" la piccola città di Polignano grazie alla posizione geografica e agli approdi naturali presto accrebbe la sua importanza e coniò una sua moneta.

Agli inizi del III secolo a.C. la zona di Polignano assunse un ruolo strategico per la città di Taranto con la quale aveva intrapreso rapporti commerciali. Divenne in breve prestigioso centro per i traffici di Roma e fu importante "statio" lungo la via Appia Antica, che collegava l'Urbe a Brindisi. In epoca imperiale Traiano, nel progetto di restauro volle integrare il sistema viario con una nuova strada che, sebbene un poco più lunga, prevedeva una serie di ponti e viadotti che la rendevano praticabile anche durante l'inverno. Oggi si accede al centro abitato fiancheggiando un suggestivo tratto di costa, dove l'azzurro del mare incontra il bianco delle rocce calcaree, percorrendo l'antico ponte romano che domina il letto di un torrente asciutto coperto di vegetazione denominato Lama Monachile. Dopo la caduta dell'Impero Romano Polignano fu soggetta a numerose dominazioni: Unni, Ostrogoti, Longobardi, Bizantini. Seguirono i Normanni, che governarono la città fino al 1194.  Nello stesso periodo i Benedettini avevano nel sito due conventi, il Monastero di San Benedetto - ora distrutto - e l'Abbazia di San Vito. Furono anni fortunati, Polignano conquistò prestigio e divenne importantecentro di scambio. A circa 3 Km dalla cittadina, in direzione Bari, è ancora possibile ammirare l'antica abbazia di san Vito.

Si narra che nel 801 approdò nella baia la nave della principessa Florenza di Salerno, custode delle reliquie del corpo di San Vito che dovevano essere affidate ai monaci che vivevano nelle grotte. Oggi il suggestivo porto naturale fa da cornice a una piccola spiaggia dove crogiolarsi al sole cullati dalla brezza marina.

Passeggiando nei dintorni è possibile ammirare una torre di avvistamento e difesa risalente alle dominazioni Sveva, angioina e Aragonese. Si tratta di una delle due rimaste, facevano parte di un sistema di difesa articolato. All'ingresso dell'antico borgo la porta conserva i fori usati per il ponte levatoio e in alto le scanalature della grata di ferro. Sulla volta tre botole che venivano usate per versare olio bollente sui nemici. Con gli Aragonesi Polignano visse un periodo di splendore, le attività prosperarono grazie al controllo di espertissimi mercanti veneziani che erano rimasti dopo un ventennio di dominio della Serenissima. A memoria nel centro del paese fa ancora bella mostra di sè il palazzo del Doge. Fu un Regio Decreto di Vittorio Emanuele II del 1862 ad aggiungere "a Mare" al nome della città che oggi è un incantevole centro turistico. È estremamente piacevole passeggiare nel centro del borgo, percorrendo un intrico di vicoli strettissimi che si snoda tra bianchi edifici a picco sulla scogliera soffermandosi ad osservare il mare dalle terrazze naturali a strapiombo. Il nucleo storico che nelle sere estive si anima di musica e colori, è diviso dalla moderna cittadina da un profondo canyon che sbocca in una piccola spiaggia di ciottoli, Cala Paura, un fiordo naturale usato un tempo come porto.




Oggi è possibile affittare sdraio e ombrelloni e rilassarsi accanto ad alcune barche di pescatori adagiate sulla riva, magari gustando un frittura di pesce fornita. Da una deliziosa trattoria aperta mattina e sera.

A Polignano il mare è un'experience a tutto campo. Le caratteristiche paesaggistiche, ambientali e storiche e culturali hanno consentito la sua inclusione tra le aree protette regionali. Dal 2008 non vi è stato anno che Poigano non sia stata insignita della Bandiera Blu. La maggior parte del litorale è costituito da una falesia inframezzata da calette e insenature. La storia più antica ha regalato al territorio frequenti livelli fossiliferi, e i fossili affiorano sulla scogliera ... Lungo la costa, come all'interno del territorio, numerosissime sono le grotte. Quelle che si affacciano direttamente sul mare donano una visione incantevole. Alla periferia sud, a circa 300 metri dalla scogliera, dal mare emerge lo Scoglio dell'Eremita. Raccontano le Historie che vi si fosse stabilito un uomo che aveva deciso di vivere lontano dal mondo. Sulla sommità dell'isola rovine di una cappella dedicata a Sant'Antonio Abate risalente al 1612 adibita a lazzaretto durante l'epidemia di colera che funesto Polignano nel 1837. Sono visibili le rovine del pozzo per la raccolta dell'acqua piovana e una croce di ferro. La croce fu posta nel 1901 da alcuni missionari in occasione delle feste per il centenario in onore del Santo Patrono, Vito Martire. Molti registi hanno scelto l'incantevole cittadina per girare i loro film;ricordiamo La ragazza con la pistola con Monica Vitti (1968), Cado dalle nubi (2009) e Che bella giornata(2011) con Checco Zalone. Scenario ovvio di volare, la grande storia storia di Domenico Modugno, prodotta da Rai Fiction con Beppe Fiorello, in omaggio dal grande cantante che a Polignano era nato il 9 gennaio del 1928. Sul lungomare è stata eretta una grande statua in bronzo alta tre metri.

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