• Maria Grazia Tiberii

Oggi la Compagnia dei viaggiatori vi porta a ... Pozzuoli.

Aggiornato il: 2 set 2018




Pozzuoli

Lo scenario che si apre ai miei occhi evoca i paesaggi fantastici scoperti dalle navi interstellari che popolavano i sogni della mia giovinezza. Un terreno devastato da esplosioni, immerso nel vapore bollente e solforoso emesso dalle innumerevoli fratture che devastano il suolo. Sono arrivata alla Solfatara di Pozzuoli.


Solfatara di Pozzuoli

Si tratta del cratere attivo di un ben più esteso vulcano quiescente, solamente uno dei quaranta disseminati nei Campi Flegrei. Le sue emissioni di vapori sulfurei e anidride carbonica, i suoi vulcanetti di fango bollente e le sue sorgenti di acque termali hanno permesso alla Solfatara di affermarsi come importante stazione termale fino all' Ottocento.

In seguito a causa del bradisisma, ciclico fenomeno di innalzamento e abbassamento del suolo che interessa l'intera area, la stazione fu dismessa per lasciare spazio a un laboratorio geologico.

Solfatara Pozzuoli


Passeggio tra le fumarole inalando l'intenso odore di zolfo e ammiro il paesaggio lunare che fu scenario naturale per molti registi; tra le numerose pellicole è sufficiente menzionare "Il morto che parla" con l'indimenticabile Totò.


Solfatara di Pozzuoli

La mente vaga e si perde, torna alle epoche remote che hanno visto la nascita di questo posto incantato, nascita determinata da imponenti eruzioni avvenute tra 3.700 e 3.900 anni or sono.

La visita segue il perimetro del cratere in senso antiorario; attraversando un bosco di quercie e uno scorcio di macchia mediterranea sono arrivata al "Pozzo d'acqua minerale".

La costruzione attuale, usata sia per le cure temali che per l'estrazione di allume, è ottocentesca ma l'uso di acqua termominerale risale al Medioevo.

L'acqua era usata per alleviare i sintomi del vomito e dei dolori allo stomaco, ma riusciva anche a guarire dalla scabbia, a distendere i nervi, ad acuire la vista e togliere i brividi causati dalla febbre. Pietro da Eboli riteneva il "Balneum Sulphatara" miracoloso per la cura della sterilità femminile



Cammino lentamente accanto alla "Fangaia". Null'altro che una pozza formata da acqua piovana e condensazione del vapore acqueo che, mescolandosi con materiali argillosi, forma del fango. A contatto con le elevate temperature del suolo il fango, ricco di minerali, ribolle e sprigiona gas ad una temperatura compresa tra i 170° e 250° gradi.

Mi soffermo qualche istante per osservare le "Cave di pietra", quasi un monumento alla fatica degli innumerevoli operai  che hanno estratto i minerali fino agli anni Cinquanta del secolo scorso. 




L'estrazione di minerali fu avviata dai Romani che, a dispetto di miti e leggende che indicavano nel "Forum Vulcani"  la dimora del dio Vulcano e l'ingresso agli Inferi ("Strabonis geographica" Strabone), prelevavano il bianchetto da utilizzare come stucco. 


L'attività mineraria raggiunse l'apice durante il Medioevo; nel 1687 fu costruita sul cratere una fabbrica per la depurazione dell'allume. L'antica dimona del Dio Vulcano forniva inoltre polvere d'Ischia, rosso di Pozzuoli, terra gialla, piombina, bianchetto e zolfo.

Mi avvicino alla fumarola principale, la "Bocca Grande", avvolta dal caratteristico odore di zolfo emanato dal vapore che raggiunge temperature di circa 160°.All'inizio del Novecento il vulcanologo tedesco Immanuel Friedländer fece edificare nei pressi un osservatorio, in seguito crollato a causa del bradisismo.



La visita termina alle "Stufe antiche", realizzate nell'Ottocento all'interno di due grotte naturali per utilizzarne i vapori a fini termali. Si tratta del Purgatorio e dell'Inferno, ovviamente la seconda è molto più bollente!


Pozzuoli

Tra il XVIII e II XIX secolo la Solfatara fu tappa obbligata del viaggio in Europa, Grand Tour, che i giovani aristocratici effettuavano per arricchire la propria cultura; un viaggio che poteva durare pochi mesi o svariati anni e che invariabilmente terminava in Italia.

Fu allora che la Sofatara divenne lo stabilimento termale più famoso dei Campi Flegrei, per merito dei vapori, dei fanghi, delle acque ritenute medicamentose e ... di un'antica credenza che associa le fumarole ai piaceri sessuali!


Nel 1900 in seguito al progredire della scienza medica l'attività termale all'interno del cratere si avviò verso un lento declino e negli anni Venti fu abbandonata ogni attività, anche quella estrattiva. Nel frattempo erano iniziate le visite guidate; oggi la proprietà è raggiunta da numerosi turisti desiderosi di bearsi lo sguardo con l'incredibile scenario con la recondita speranza del piacere di ben altri sensi.

Possono i sogni tramutarsi in realtà?

Pozzuoli

Uno studio condotto alcuni anni fa dalle Università  Federico II e della California ha confermato le proprietà erotiche dei gas sprigionati.

La ricerca, pubblicata dal premio Nobel per la medicina Louis Ignarro in collaborazione con un team di docenti della Federico II, convalida la leggenda che da secoli aleggia tra le strade di Pozzuoli. Gli scienziati hanno scoperto nei tessuti cavernosi dell'organo maschile la presenza di due enzimi che producono idrogeno solforato; l'artefice di erezioni e vasodilatazioni. Centinaia di test sui ratti hanno dimostrato che il "Viagra"  fornito da "Madre Natura" altro non è che quel gas che da millenni avvolge la Solfatara.

Che dire? Forse periodici soggiorni potrebbero liberare dallo stress e rendere la vita più piccante...


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