• Maria Grazia Tiberii

Oggi la Compagnia dei viaggiatori vi porta ... In Alta Badia (II puntata)



Inizia un nuovo giorno.

Il sole mattutino crea splendidi riverberi sulle cime innevate e ci spinge fuori dal morbido piumone. La sala della colazione ci accoglie con un caleidoscopio di colori e fragranze. Un ragazzo in doppio petto grigio prepara la #pancetta con le #uova strapazzate e non riesco a resistere alla tentazione. “Tanto riuscirò a smaltire l’eccesso di calorie con una lunga passeggiata” penso mentre gusto un boccone della saporita pietanza. (camminare in salita fa perdere dalle 350 alle 500 calorie ogni ora, in pianura dalle 150 alle 200).


Oggi partiamo dalla piazza del Comune, a #Pedraces (1324m.slm) e raggiungiamo la frazione di San Leonardo attraversando un ponte sul torrente Gadera; in pochi passi siamo a 1.371 m.slm. Vogliamo raggiungere il massiccio Sasso Croce per ammirare il suo santuario,  apprezzato luogo di pellegrinaggio.


Prima di iniziare l'ascesa facciamo tappa alla sua chiesa,costruita in splendido rococò. La parrocchia, dedicata al santo, si estende sui pendii assolati del versante occidentale della Croda di Santa Croce. San Leonardo veglia su animali, carrettieri e contadini.

Ma la zona, oltre ad aver ospitato popolazioni rurali è da sempre importante centro mercantile, come testimoniano le numerose strade e sentieri. Nessun problema: le fu dato il patrocinio ecclesiale di San Giacomo, che protegge pellegrini e viaggiatori. Si presuppone che il culto possa risalire al periodo romanico, praticato in un edificio religioso eretto tra il 1.100 ed il 1.150. La chiesa attuale fu costruita conservando la struttura base del precedente (consacrata nel 1.379). Fu effettuata una demolizione solo nel tratto oltre la curvatura della volta e fu preservato anche il suggestivo cimitero che circonda la chiesa.

Anno Domini 1.478: il commissario  del vescovo di Bressanone consacrò il luogo di culto, dove nel frattempo era stato effettuato il primo di numerosi ampliamenti. Dai rapporti delle visite pastorali del 1.572 e 1.577 si desume che la parrocchia comprendeva oltre cento masi. La chiesa  attuale, eretta  tra  il  1.776 ed il 1.778  alposto della precedente, in stile gotico, può essere considerata tra gli edifici barocchi più belli e nobili della diocesi. Il suo tratto caratteristico è senza dubbio la teatralità della forma, accentuata dalla leggera ascendenza del pavimento dell’edificio che fa risaltare il coro dando al fedele l’illusione di essere partecipe dello spettacolo sacro. Poco distante dalla chiesa una seggiovia conduce gli sciatori sulle piste innevate, anche da qui gli appassionati possono raggiungere, sci ai piedi, un comprensorio che vanta oltre 130 Km di piste, nel famoso carosello sciistico Dolomiti Superski.

I più abili possono provare a percorrere il giro della famosa “Sellaronda”.



La strada che fiancheggia la seggiovia si inerpica fino a 1.784 m.slm. Noi vogliamo proseguire a piedi quindi imbocchiamo il sentiero, a prima vista appare abbastanza semplice. Certo, la possibilità di trovare tratti ghiacciati è elevata, ma siamo ben attrezzati con scarponi da montagna! Proseguendo il cammino la pendenza aumenta, ma i meravigliosi boschi di abeti che a tratti mostrano scorci di una bellezza mozzafiato ci ripagano di ogni fatica.

Ad un tratto scorgiamo la prima stazione di una “Via crucis” che, quasi a voler evocare le sofferenze di Gesù, si snoda per un sentiero sempre più ripido.


Immaginate di esser vissuti una manciata di secoli fa, in mezzo ad alte vette di roccia che in estate brillano sotto il sole ed in inverno si ammantano di candide nevi… Immaginate di essere allevatori e contadini, isolati dai vostri maestosi monti… Immaginate i lunghi e rigidi inverni passati a tessere ed intagliare il legno, riuniti attorno ai fuochi per un minimo di calore, sperando che le provviste accumulate  nella  cortissima bella  stagione possano essere sufficienti a sopravvivere fino alla  prossima primavera.


Non è difficile capire come le popolazioni che hanno abitato questi mondi, in un’epoca in cui “turismo” era un termine non inventato, abbiano sviluppato una   profonda  fede,  testimoniata,  oltre che  dallo splendido santuario e dalle piccole chiese, da crocifissi che si scorgono ad ogni curva dei sentieri.


Ad un tratto gli alberi si fanno più radi e, come per incanto, posiamo lo sguardo sul Sasso della Croce (2.907 m.slm).

E’ splendido con le sue cime innevate ed il sole che riverbera tutto intorno.



Ancora un paio di curve ed ecco apparire il rifugio di Santa Croce in Badia (2045 m. slm) ed il santuario; come scenario la maestosa parete della Croda di Santa Croce.

Infisse  nella  neve tre  croci  allineate, sono  le ultime della "Via Crucis", come sul Golgota Gesù è in mezzo ai due peccatori.

La  vallata  di  fronte  mostra  il  Gardenaccia  ed  il Sassomgher (2.664 m.slm.). Lo spettacolo rinfranca il corpo e lo spirito.

A proposito; nel  santuario  è  possibile  chiedere l'indulgenza plenaria nel corso dell’anno santo.

Il luogo di culto venne costruito nel 1.484 dal vescovo “Konrad” di Bressanone. Nella metà del XII secolo la chiesa venne ampliata e si realizzò ilcampanile.  Nel  1.718   fu  aggiunto un  rifugio  per il sagrestano ed un ospizio per i pellegrini.

Nelle stuben di questo antico ospizio è possibile assaggiare la polenta ed il formaggio cucinati in maniera divina; probabilmente il cuoco è ispirato dalla sacralità del luogo! Purtroppo è necessario attendere pazientemente in fila per essere serviti, siamo all'arrivo della seggiovia, nel bel mezzo di una "pista rossa", miriadi di sciatori scelgono questo luogo stupendo per una sosta.

L'interno della chiesa è un piccolo gioiello, una fine miniatura fornita di uno splendido altare e coperta  da volte magnificamente decorate. Sulle pareti in fondo alla navata moltissimi ex-voto testimoniano la devozione degli abitanti delle vallate circostanti.

L’escursione non è affatto difficile, i meno allenati possono comunque salire con la seggiovia che da Pedraces raggiunge il santuario. La seggiovia è divisa in due tratti, è possibile salire in seggiovia solo per il primo e proseguire a piedi; si parte nei pressi della I stazione della “Via Crucis” e si raggiunge la meta in circa 20 minuti. Prima di scendere nuovamente a valle guardatevi attorno: lo splendido panorama abbraccia le meravigliose formazioni delle Dolomiti e lo sguardo giunge fino alla non lontana Austria.

Se vi trovate in zona ma non alloggiate a Pedraces o San Leonardo non preoccupatevi. Il santuario si può raggiungere facilmente anche partendo dai paesi limitrofi, attraverso una rete di sentieri ben organizzata. Dal paese di La Villa (1.433 m.) in un paio d’ore, da San Cassiano (1.537 m.) in tre o quattro ore (dipende dal vostro allenamento).

Un ultimo suggerimento: E’ possibile raggiungere a piedi anche Sotciastel, sito archeologico dove sono state rinvenute testimonianze della presenza umana risalenti al Mesolitico ed all’età del Bronzo. I reperti sono  in mostra nel Museo Ladino Ciastel de Tor a San Martino in Badia.

Un altro giorno volge al termine e, come sempre, ovunque alloggiate, Hotel, pensione o Bad & Breakfast, la calda atmosfera del legno vi accoglie mentre vi avvolgete in un morbido piumino.

Continua...

Vedi anche: Leggi la I puntata

Leggi la III puntata

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