• Maria Grazia Tiberii

Oggi la Compagnia dei viaggiatori vi porta ... In Alta Badia (III puntata)


Il primo raggio di sole filtra tra i pesanti tendaggi. A piedi nudi sulle assi del pavimento mi reco alla finestra ed osservo le cime innevate che rilucono come perle. Mentre sorseggio il caffè aspettando il resto della compagnia osservo la mappa della zona; oggi abbiamo deciso di esplorare i sentieri che conducono a La Villa. Alla reception mi hanno detto che dal nostro hotel dista 5 Km.


La Villa (#Stern in tedesco e La Ila in ladino. Il nome ladino le deriva dal termine “Ila” storicamente utilizzato per le abitazioni unifamiliari dei contadini), oggi è una frazione del comune di Badia, mirabilmente collegata al capoluogo da un semplice sentiero che costeggia il torrente #Gadera. A piedi si copre la distanza in circa 50 minuti. Si tratta di una passeggiata semplice ed estremamente gradevole; la pace dei monti è interrotta dal richiamo dei corvi e dalla canzone del torrente che fanno da mirabile colonna sonora ai nostri passi.

Ad un tratto il sentiero si biforca, non c’è da preoccuparsi, come sempre le indicazioni ci guidano. E’ bello percorrere entrambi i sentieri, magari uno all’andata e l’altro al ritorno. Quello in basso (alla nostra   destra)   costeggia  il   torrente,  l’altro  sale conducendoci a   panoramiche stupende. In ogni caso saremo alla meta in circa quaranta minuti. Ad ogni biforcazione troviamo l'indicazione sulla località di arrivo ed i tempi di percorrenza, è fantastico.


La Villa è uno dei numerosi villaggi caratteristici delle Dolomiti. Ai nostri occhi appaiono le tipiche “ciase” ladine inerpicate sui pendii innevati e gli alberghi rigorosamente edificati nello stesso stile. Sulla via centrale si affacciano le vetrine dei negozi cariche di oggettini in legno, merletti e souvenirs. Un delizioso profumo ci guida verso una pasticceria, pane e dolci sono veramente irresistibili.

Dopo aver sorseggiato una tisana di erbe di montagna accompagnata da una generosa fetta di strudel diamo un’occhiata agli impianti di risalita gremiti di sciatori. Sollevando lo sguardo ci appare la “Gran Risa”.

E’ la più famosa pista della zona; ogni anno, nel mese di dicembre, ospita una gara di Coppa del Mondo di sci alpino, slalom gigante maschile. Il nastro di neve dal Piz La Ila scende fino in paese. Sul versante opposto si trova una pista meno famosa ma ugualmente importante: la Alting. Ha avuto l’onore di essere stata teatro della prima gara sperimentale di “Super G”, una disciplina che si colloca a metà tra lo slalom gigante e la discesa libera.


Prima di lasciare il paese merita una  visita il Castel Colz, un maniero rinascimentale chiamato dagli abitanti “La gran ciasa”. Sarà forse l'aria di montagna, oppure la lunga passeggiata ... la fame si fa sentire! Nessun problema. Possiamo rifocillarciin un delizioso chalet che si affaccia sulla strada che congiunge La Villa a Predaces, ai piedi di uno dei numerosi impianti di risalita. Camminando tra boschi e valli frequenti sono le testimonianze di una profonda fede, raccontata da crocefissi e chiesettedove amorevoli mani adagiano mazzi di fiori freschi. D’altronde queste aspre terre montane hanno dato i natali a Giuseppe Freinademetz, santo venerato dagli abitanti dell’intero Alto Adige.

Giuseppe vide la luce in località Oies il 15 aprile del 1852. Il 25 luglio del 1875 fu ordinato sacerdote nella diocesi di Bressanone. Deciso a spendere le sue energie per portare la fede a chi non la conosceva dopo due anni si recò in Olanda per prepararsi alla vita missionaria. Nel 1879 partì alla volta di Hong Kong e fino alla sua morte, avvenuta il 28 gennaio del 1908 dopo aver contratto il tifo, dedicò tutto se stesso al popolo cinese. Non si fece mai scoraggiare dalle difficoltà e dalle persecuzioni. All’inizio della sua missione la comunità cristiana annoverava circa 170 cattolici, alla sua morte erano 200.000. La sua unica angoscia, come testimoniato dalle numerose lettere scritte a parenti ed amici, era vedere le innumerevoli anime perdute, un’ansia che lo spingeva a pregare senza sosta e lavorare per poter portare a tutti il conforto della fede. Fu proclamato Beato nel 1975 da Papa Paolo VI e Santo il 5 ottobre del 2003 da Giovanni Paolo II. La sua casa natale è meta di numerosi pellegrini, può essere raggiunta lungo la “Via Crucis” che parte dalla canonica di San Leonardo, oppure camminandoattraverso i prati per il sentiero che passa dai masi Fistì e Larzonei, partendo da La Villa.


Se avete seguito le nostre orme, e camminare non vi ha ancora stancato, potete (sempre percorrendo deliziosi sentieri), attraverso lo svincolo che porta al Passo di Valparola - passando per San Cassiano e Armentarola -  raggiungere il passo Falzarego e scendere fino a Cortina D’Ampezzo.

Ovviamente le distanze divengono elevate!

Se però vi assale la  voglia di passeggiare fino ad una delle località più distanti potete sempre usufruire di un bus per il ritorno; diverse corse quotidiane servono egregiamente tutti i villaggi.

Un'ultima informazione: gli innumerevoli sentieri possono essere percorsi anche a cavallo ed in mountain bike, ampliando le possibilità di raggiungere le diverse mete disponibili.

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