• Maria Grazia Tiberii

Oggi la Compagnia dei Viaggiatori vi porta ... Sul Tetto d'Europa.


Tra le nostre mete non poteva certo mancare l’ascesa sulla “Vetta d’Europa” ... Uno splendido massiccio di natura granitica, irto di guglie e creste e intagliato da profondi valloni nei quali scorrono numerosi ghiacciai. Un gigante che dai suoi 4810 metri di altitudine ha assistito, l’otto agosto del 1786, alla nascita dell’#alpinismo.

Furono Balmat e Paccard che per la prima volta posarono i piedi sulla cima del Monte Bianco. Da allora migliaia di appassionati sognano di raggiungere quella vetta assurta a simbolo dell’alpinismo mondiale. Anche noi vogliamo assaporare la sensazione che si prova trovandosi  a due passi dal cielo.

Arriviamo percorrendo la strada che conduce a #Courmayeur; il Grande Monte, una dolce calotta di ghiaccio che svetta al centro e al di sopra della Alpi, ci appare solo all’ultimo momento. La luce rosata del tramonto ci avvolge in un’atmosfera di fiaba.

Solo il tempo di una breve passeggiata per le caratteristiche vie del centro prima di una cena tipica, ormai il sole si è celato dietro le maestose cime e il freddo si fa pungente.

Il primo sole del mattino trae dai ghiacciai una luminescenza tremolante. L’aroma delle crostate guida i nostri passi verso la sala colazione ... Oggi poseremo i piedi sul “Tetto d’Europa”.

Non abbiamo alcuna cognizione in materia di alpinismo ma possiamo raggiungere la vetta

con la #Skyway, un’avveniristica cabina rotante che da Courmayeur (1.300 metri) raggiunge Punta Helbronner (3466 metri) ..

Giusto un centimetro sotto il paradiso!

Iniziamo l’ascesa in una navetta che ruota su se stessa osservando stupiti il borgo fondersi nel paesaggio fino a svanire. Costeggiano i pendii delle montagne che virano dal verde (in estate) o bianco (in inverno) al grigio. Le pietraie lasciano il posto a castelli di roccia e si spezzano sotto la pressione delle lingue dei ghiacciai che scendono a valle. Arrivati in cima rimaniamo a bocca aperta di fronte allo splendore che ci circonda.


Dalla magnifica terrazza circolare si può godere di una vista a 360° su tutto l’arco alpino in un orizzonte dominato dalla cima del Monte Bianco. Una delle formazioni più celebri è il “Dente del Gigante” che raggiunge i 4010 metri ergendosi al di sopra della “Gengiva di Neve”. Lo sguardo si perde tra seracchi e torri granitiche dalle sfumature pastello fino ad abbracciare il Cervino, il Monte Rosa, la Grivola e il Gran Paradiso ... I celebri “4000 d’Europa”.


Sulla terrazza panoramica le tabelle permettono di individuare le vette, siamo incredibilmente fortunati; il sole è splendido e non tira un alito di vento.

Sono disponibili delle guide per un’escursione sul ghiacciaio ... Torneremo!


Riscendiamo dalla terrazza, a livello 3500 metri è possibile ristorarsi con prodotti tipici della cucina valdostana da gustare con i vini lasciati riposare nelle botti a 2500 metri.

Dalle immense vetrate mangiamo di fronte al panorama mozzafiato.


Dopo pranzo un riposino è d’obbligo, approfittiamo del solarium della stazione intermedia che si affaccia sulla Val Veny perennemente attorniata da cime innevate.

Una volta ristorati usciamo per ammirare uno splendido giardino botanico d’alta quota. In inverno rimane sepolto da 5 metri di neve ma nella bella stagione mostra decine di specie di fiori e piante.


All’interno della Skyway vi è anche un cinema, vengono proiettati in continuazione documentari e filmati sulla montagna.

Alla stazione di Punta Helbroner in una sala ricca di schermi interattivi possiamo partire per una virtuale scoperta del ghiacciaio.


Prima di tornare a valle visitiamo la cantina vitivinicola più alta d’Europa.

Qui riposa il Cave du Vin Blanche, il vino di una cantina valdostana che ha scelto di far riposare qui ai piedi del Monte Bianco parte della propria produzione vinicola.

Il vino arriva da un vitigno autoctono valdostano, nella sala bar si può gustare il particolarissimo nettare.

Dalle pendici del Monte Bianco provengono splendidi minerali, soprattutto quarzi di Rocca e fluorite che possiamo ammirare in una mostra permanente.

Nel corso della seconda guerra mondiale il monte Bianco fu il campo di battaglia più alto d’Europa.

Il Rifugio Torino, 3375 m sul livello del mare, fu teatro di sanguinosi scontri tra soldati tedeschi e partigiani francesi e italiani. Il rifugio era stato occupato approfittando della mancata presenza tedesca sul massiccio, una posizione dalla quale si poteva controllare tutto ciò che avveniva nel fondovalle controllando il fronte

opposto insediato sul Piccolo San Bernardo.

I tedeschi si accorsero della loro presenza e pianificarono un attacco, era il 2 ottobre del 1944 quando una pattuglia formata da un ufficiale e otto cacciatori alpini salì nella notte, sfidando la bufera di neve, sul colle del Gigante aspettando il momento propizio per attaccare. Cessata la bufera, circa le 10:30,i valorosi sferrarono un attacco a sorpresa; gli occupanti si difesero strenuamente prima di arrendersi, tre partigiani francesi e uno italiano persero la vita, gli altri furono fatti prigionieri. Il rifugio fu danneggiato per renderlo inutilizzabile.

Venticinque giorni dopo la battaglia Sandro Pertini, ritornando in Italia dopo l’esilio, trascorse la notte nel rifugio Torino semidistrutto.

Oggi è possibile raggiungere lo storico edificio dallo Skyway con un'ascensore che scende nelle viscere della montagna e conduce a un tunnel, evitando la difficile scalata.


La giornata volge al termine. Dopo un ottimo punch al mandarino torniamo a valle e iniziamo a sognare la nostra prossima meta.


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