• Maria Grazia Tiberii

Scrigno di ogni sapere ... La biblioteca di Alessandria





#Overthemyworld🌏 Dalla violentissima lotta divampata tra i successori di Alessandro Magno sorsero cinque regni. Il trono di Egitto fu del figlio di uno dei generali di Alessandro, che diede il suo nome a una lunga dinastia: Tolomeo.

I Tolomei, per rendere più saldo il loro potere, rinunciarono alla tradizione macedone e si presentarono come i legittimi esponenti dell’ultima dinastia faraonica.

La loro capitale era Alessandria, il luogo dove era stata eretta la sontuosissima tomba di Alessandro.





Le enormi ricchezze dovute alla fervente attività commerciale favorirono lo sviluppo della città e permisero la costruzione, nei pressi della reggia, di uno straordinario insieme di edifici, giardini e parchi dove giungevano studiosi da ogni parte del mondo. In onore delle Muse, dee della sapienza, il luogo figura chiamato “Museo”.

Grazie alla generosità del sovrano indotti potevano alloggiare, tenere lezioni e usufruire di un ricchissimo giardino zoologico, un orto botanico con piante di ogni tipo, sale di anatomia in cui i medici potevano praticare la dissezione dei cadaveri per studiare il corpo umano. Vi erano laboratori attrezzati per studi ed esperimenti di matematica, fisica, chimica e un osservatorio astronomico. A coronamento una biblioteca immensa.


Nella biblioteca si preparavano le edizioni critiche dei testi classici e veniva trascritto e organizzato il lavoro degli scienziati. Nella biblioteca venivano copiati tutti i libri di un certo interesse, le fonti antiche parlano di un enorme numero di testi, numero in continua crescita grazie alle iniziative di Tolomeo. Il sovrano non esitava a spendere ingenti somme per accaparrarsi i volumi più importanti.

Il medico e filosofo Galeno parla di “Libri delle navi”, riferendosi ai volumi requisiti nel porto di Alessandria da funzionari della biblioteca. I testi venivano esaminati e, se ritenuti interessanti, requisiti ... Al legittimo proprietario veniva recapitata solo una copia!


Per impossessarsi dei manoscritti originali di Eschilo, Sofocle ed Euripide, gelosamente custodito ad Atene, Tolomeo III si fece prestare i manoscritti lasciando in legno la somma favolosa di 15 talenti d’argento (circa 500 chili) po fece mandare indietro le copie disposto a perdere tutto.

Con svariati inganni la biblioteca riuscì ad accumulare circa settecento volumi.

Durante l’occupazione di Alessandria da parte dimGiulio Cesare, nel 47 avanti Cristo, la biblioteca fu incendiata. Per riparare il danno Antonio ci portò il materiale della biblioteca di Pergamo.

La biblioteca di Alessandria visse un nuovo periodo di splendore prima di essere definitivamente devastata dalle fiamme appiccate da fanatici cristiani incitati dal patriarca di Alessandria Teofilo.

... Se non avessimo distrutto la Biblioteca di Alessandria ...

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