• Maria Grazia Tiberii

Solo un anno volta ogni quattro anni


#Overthemyworld🌏 Nascere il 29 febbraio, ovvero festeggiare il compleanno una volta ogni quattro anni ma invecchiare come tutti!

Sarà per questo che molti pensano che gli anni bisestili siano funesti per antonomasia. “Anno bisesto anno funesto” era il detto in uso nell’Urbe da quando Giulio Cesare, per allineare il calendario con il ciclo del sole e recuperare le 6 ore circa che ogni anno avanzavano, aggiunse quel giorno in più. Correva l’anno 46 a. C.

L’avversione attraverso i millenni giunse al Medioevo trasformando il motto in “Anno bisesto ne’ baco, ne’ moglie, ne’ innesto”.

Con il passare degli anni però fu sempre più evidente che qualcosa non andava; a causa di un piccolo errore di valutazione il tempo civile correva troppo e si rischiava di arrivare a festeggiare la Pasqua in piena estate. Papa Gregorio XIII pose rimedio a tale sciagura nel 1582 decidendo di eliminare tre anni bisestili ogni 400, ad inizio secolo, riducendo lo scarto in eccesso a 26 secondi. Con l’occasione si provvide a spostare il giorno in eccesso al 29 febbraio, in origine cadeva il 24. Quell’anno fu insolitamente breve; per correggere l’errore  nel frattempo accumulato si passò in una sola notte dal 4 al 15 di ottobre.

Chissà se la vita è stata felice per coloro che da allora hanno visto la luce il 29 febbraio?

La superstizione è dura a morire, e in anni bisestili si sono in effetti registrati alcuni eventi disastrosi quali il terremoto di Messina del 1908, in Belice nel 1968 e in Friuli nel 2004.

Dall’altro lato dell’Oceano i Maya, che nulla avevano a che fare con il nostro sistema per contare il tempo, predissero la fine del mondo nell’anno 2012 … Bisestile! Forse se siamo ancora qui quel giorno in più non è così menagramo.

E se l’umanità avesse errato per millenni e l’anno “Bisesto” fosse invece di buon auspicio?

In questo caso è ottima l’idea di eleggere il 29 febbraio come “Giornata nazionale delle malattie rare”. Malattie poco ricorrenti come la data della giornata ad esse dedicata, che forse una volta ogni 4 anni hanno una speranza in più di trovare una cura.

Che dire? Ci sentiamo a fine anno per un bilancio, speriamo positivo.

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